Archivi categoria: Open Source

GIMP 2.8

gimp startup
Startup di GIMP 2.8

Dopo ben tre anni e mezzo di sviluppo, GIMP 2.8 ha finalmente visto la luce. L’ultima versione del popolare programma di fotoritocco open source regala agli utenti molte novità, tra cui la tanto desiderata interfaccia a finestra singola (è necessario attivarla dal menu “Finestre”): https://www.gimp.org/release-notes/gimp-2.8.html

Al momento sul sito ufficiale è presente soltanto il codice sorgente, quindi sarà necessario compilarsi il programma da soli (e bisognerà anche compilare GEGL e BABL che sono necessari per GIMP 2.8).

In ogni caso, tra pochi giorni dovrebbero essere disponibili i binari per Windows e Mac, mentre su Linux è possibile già da ora utilizzare un repository non ufficiale, che rende l’installazione velocissima e semplicissima. Per utilizzarlo digitare nella console:

sudo add-apt-repository ppa:otto-kesselgulasch/gimp
sudo apt-get update
sudo apt-get install gimp

Se sul sistema è già presente una versione più vecchia di GIMP, al posto dell’ultimo dei tre comandi qui sopra, bisogna digitare il seguente:

sudo apt-get dist-upgrade

Buon divertimento!!!

The Wealth & Health of Nations

La celebre animazione resa famosa da Hans Rosling al TED Talk del 2006 è ora disponibile sotto forma di animazione SVG (con un po’ di Javascript per mettere insieme i pezzi).

LINK: The Wealth & Health of Nations.

L’animazione è interattiva: una volta terminata la sequenza iniziale, è possibile “viaggiare nel tempo” facendo scorrere il puntatore del mouse sopra al numero che rappresenta l’anno. Ma la cosa più bella è che il sorgente è disponibile su Github:
https://github.com/mbostock/bost.ocks.org/blob/gh-pages/mike/nations/index.html

Copia, taglia e incolla in Vim ed Emacs

Gli editor testuali avanzati come Vim ed Emacs possono essere eseguiti, almeno nelle versioni più recenti, in modalità grafica, sono quindi presenti icone nella toolbar che permettono di gestire le normali operazioni taglia, copia e incolla.

In realtà però sia Emacs che Vim sono stati concepiti per gli utenti avanzati, per questo la maggior parte delle operazioni possono essere eseguite tramite combinazioni di tasti, il che limita l’uso del mouse e conseguentemente permette al programmatore di non staccare mai le mani dalla tastiera: questo si traduce ovviamente in una maggiore velocità operativa.

Per i novizi, però, è difficile sfruttare queste caratteristiche, in quanto i normali shortcut come CTRL-C e CTRL-V non sono supportati.

Vediamo quindi, nella tabella qui sotto, quali sono le corrispondenti combinazioni di tasti in Vim ed Emacs:

Comando Standard Vim 1 Vim, altre app. 2 Emacs
Taglia CTRL-X x "+x CTRL-W
Copia CTRL-C y "+y ALT-W
Incolla CTRL-V p "+p CTRL-Y
Seleziona SHIFT-frecce v frecce 3 CTRL-spazio frecce 3
Annulla CTRL-Z u CTRL-X u 3
Incolla
precedente
CTRL-Y ALT-Y 4
Taglia nel
registro c
"cx 5
Copia nel
registro c
"cy 5
Incolla dal
registro c
"cp 5

1 = In Vim, se ci si trova nella modalità di inserimento testo, bisogna premere il tasto Esc prima di poter digitare dei comandi. Successivamente, per tornare a digitare il testo, utilizzare il comando a (append, per posizionare il cursore subito dopo il carattere selezionato) o il comando i (insert, cursore prima del carattere selezionato).

2 = Vim di default memorizza i dati in un blocco note diverso da quello del sistema operativo , quindi se si desidera inviare dati ad altre applicazioni, o incollare in Vim dati provenienti da altri programmi, bisogna utilizzare i comandi indicati (oppure le icone in modalità grafica). La sintassi (notare le virgolette) è uguale a quella dei registri (v. sotto), solo che si usa un registro speciale contraddistinto dal simbolo +.

3 = In questo caso l’operazione viene eseguita tramite una sequenza: bisogna digitare prima un comando e poi il successivo: i tasti non vanno premuti tutti contemporaneamente. Nella tabella, per distinguere tra il primo e il secondo comando, è presente uno spazio, ma nell’inserimento non bisogna premere la barra spaziatrice. Questo tipo di sequenze è comune soprattutto in Emacs.

4 = Emacs memorizza non solo i dati dell’ultima operazione di taglio o di copia, ma anche le stringhe precedenti: per incollarle bisogna premere una volta sola CTRL-Y e poi più volte ALT-Y, fino a raggiungere la stringa desiderata.

5 = Vim memorizza solo i dati dell’ultima operazione di copia o di taglio, non delle precedenti, quindi per salvare una stringa per un futuro utilizzo è necessario metterla in un registro. Qui, a titolo di esempio, è illustrata la sintassi per utilizzare il registro denominato c, ma esiste un registro per ognuna delle lettere dell’alfabeto e per ognuno dei numeri da 0 a 9, per utilizzare un altro registro basta inserire la lettera o il numero corrispondente dopo il simbolo delle virgolette.

Joomla 1.6 è arrivato!

Finalmente è disponibile la versione stabile dell’ultima major release del popolare CMS (content management system) Joomla: si tratta di Joomla 1.6. Ricordiamo che non si tratta di un semplice aggiornamento, ma di una vera e propria major release (in più di quattro anni, dal settembre 2005 ad oggi, ne avevamo viste solo due, la 1.0 e la 1.5). Proprio per questo, non sarà possibile utilizzare estensioni e template progettati per le branche 1.0 e 1.5, ma bisognerà aspettare che ne vengano creati di nuovi (o che i preesistenti vengano adattati), considerando che la versione 1.6 non avrà alcuna modalità legacy per permettere la retrocompatibilità. Al momento, comunque, sul sito ufficiale sono già presenti 108 estensioni native per Joomla 1.6.

La lista di novità è davvero corposa, e rende giustizia a questo CMS che, pur essendo molto ben supportato, era ormai diventato un po’ obsoleto, costringendo la maggior parte dei webmaster a scaricare diverse estensioni per sopperire ad alcune mancanze del CMS. Ecco una lista delle principali novità:

  1. La gestione dei gruppi di utenti è stata migliorata, in particolare è possibile configurare in modo più dettagliato i privilegi di accesso ai contenuti e di editing degli stessi. Non sono più presenti 7 livelli fissi per gli utenti e 3 livelli fissi di visibilità per i contenuti, ma entrambi possono essere configurati liberamente.
  2. La gerarchia dei contenuti di Joomla 1.0 e 1.5 era basata su due soli livelli: sezioni e categorie (ci potevano essere una o più categorie per ogni sezione): oggi questo schema piuttosto datato viene completamente rinnovato, visto che le sezioni spariscono mentre le categorie si possono nidificare in infiniti livelli (categorie, sottocategorie, sotto-sottocategorie e così via).
  3. La gestione delle estensioni è migliorata moltissimo. Sarà possibile aggiornare le estensioni tramite un’apposita interfaccia, questa è una caratteristica che molti webmaster invidiavano ad altri CMS come WordPress. Sarà inoltre possibile creare dei pacchetti che comprendano insieme più estensioni, ad esempio quando un’estensione per funzionare ha bisogno sia di un plugin che un modulo che un componente, non si dovranno più scaricare tre differenti file.
  4. Supporto molto esteso per la creazione di siti multilingua.
  5. I moduli, volendo, possono essere pubblicati solo per un lasso di tempo predefinito.
  6. I nuovi template sono tableless e tutti i core components sono scritti in XHTML strict. Il markup semantico migliorerà anche l’aspetto SEF (Search Engine Friendly).
  7. Ogni template avrà uno o più stili tra cui scegliere e si potranno anche creare stili modificando le varie impostazioni: ognuno di questi stili potrà poi essere liberamente assegnato ad una o più pagine del sito.

E si tratta solo delle novità principali!

Per saperne (molto) di più, andate su https://www.joomla.org/16/.

Firefox, Linux e i problemi con HTML 5

Sì, sta per finire un amore. Ho sempre amato Firefox e l’ho sempre utilizzato come browser predefinitio, ma siamo realisti: purtroppo la comunità di sviluppo non è più in grado di stare al passo coi tempi. L’utilizzo di applicazioni che implementano HTML5 (come ad esempio Hootsuite o gli ultimi video dell’Apple MacBook Air) non è soddisfacente con Firefox. Se poi si tratta di Firefox installato su Linux, l’esperienza a volte diventa un vero incubo. Addirittura, se (usando Firefox in Linux Ubuntu) visualizzo il video di cui sopra e apro contemporaneamente, in un’altra scheda, Hootsuite, la pagina mi rimane vuota, come si vede nell’immagine qui sotto. Mi sembra che Firefox sia destinato a finire, in compagnia di Explorer, nel dimenticatoio, mentre Chrome e Safari saranno i futuri dominatori del mercato dei browser. Stesso discorso per Linux: sono un grande fan dell’open source, ma se non ci saranno grandissime compagnie a sponsorizzarlo (come avviene con Google nei confronti di Android in campo mobile) l’esperienza degli utenti del pinguino non sarà mai a livello di Mac OS X e di Windows 7.

UPDATE: Per par condicio devo dire che anche Chrome ha i suoi bei problemi su Linux, ad esempio guardando il video del nuovo MacBook Air (v. link sopra) i controlli di avanzamento vengono mostrati solo in fullscreen, mentre la home page Apple, se viene raggiunta con il link diretto ha tutti i link non cliccabili (nessun problema se invece si arriva alla home venendo da un’altra pagina del sito Apple). Però bisogna dire che Chrome per Linux esiste da poco tempo, e che il problema dei comandi nel video probabilmente è legato al plugin Totem (Firefox su Ubuntu utilizza un diverso plugin, MPlayer).

UPDATE 2: Il Problema dei link non cliccabili in Chrome era probabilmente una imperfezione nel codice del sito Apple, visto che ora è risolto (quindi la colpa non era di Chrome ma del web designer).

La devastante situazione se si prova a aprire, con Firefox 3.6, Hootsuite mentre è in riproduzione un video HTML5
Con Chrome, invece, va molto molto meglio!

Ubuntu Netbook Remix

Per chi ha esigenze di connettività anche quando si trova fuori dall’ufficio, i netbook come l’Asus eeePC o l’Acer Aspire One rappresentano un ottimo compromesso tra i più ingombranti notebook e i meno flessibili smartphone. Quando uscirono i primi netbook,  i sistemi operativi disponibili erano l’ormai vecchio Windows XP (Vista è troppo pesante per un netbook) o alcune distribuzioni Linux “minoritarie” (come Xandros) che non hanno quindi alle spalle una grossa comunità di sviluppo.

Ormai la situazione è nettamente migliorata sia sul fronte Microsoft che Open Source: nel frattempo infatti è uscito Windows 7, che come tutti sanno è meno assetato di risorse mentre Ubuntu, la più famosa e attiva distribuzione Linux, (basata su Debian e con repository sempre aggiornatissimi) è uscita in una versione appositamente dedicata ai piccoli schermi dei netbook: si tratta di Ubuntu Netbook Remix.

La differenza principale rispetto alla versione standard di Ubuntu è nel menu di avvio, che in pratica occupa tutto il desktop con una serie di tab e di icone grandi e quindi ben visibili anche su monitor di ridotte dimensioni. Inoltre si tratta di un sistema operativo che richiede pochissimo spazio su hard disk, perfetto quindi anche per i primi eeePC 700 G4, con ssd da 4 gigabyte.

Ubuntu Netbook Remix è molto stabile, essendo basato su Ubuntu ha una grandissima disponibilità di driver: probabilmente potrete collegare tutte le vostre periferiche scoprendo con piacere che già funzionano senza dover installare nulla, come è successo con la mia Vodafone Internet Key prodotta da Huawei.

L’altro vantaggio è che Ubuntu (e quindi anche la versione Netbook Remix) ha dei repository (archivi di programmi che è possibile scaricare e installare) veramente molto forniti, in pratica sarà possibile trovare qualsiasi software Linux in versione già ottimizzata per la distribuzione Ubuntu e installarlo con un paio di click.

Chi preferisce KDE al posto di Gnome come ambiente grafico, può dare un’occhiata a Kubuntu Netbook Remix, ovvero la versione di Kubuntu per Netbook. La caratteristica del Netbook Remix, rispetto alla versione standard di KDE, è che l’interfaccia Plasma Netbook shell prevede due schermate: una per il lancio di applicazioni (come in Ubuntu Netbook Remix) e l’altra dedicata ai widgets (caratteristica importante di KDE 4). Di seguito i due screenshot relativi.

OpenOffice.org 3!

È arrivato finalmente OpenOffice.org versione 3.0, liberamente scaricabile dal sito www.openoffice.org, anche in italiano, nelle versioni per Windows, Mac e Linux (pacchetti deb e rpm).

UPDATE: la versione in italiano è stata spostata (giustamente) sul sito della comunità di sviluppo italiana: it.openoffice.org

Per chi non lo sapesse, OpenOffice.org è una suite da ufficio open source (quindi software libero, gratuito e con codice pubblico per gli sviluppatori) che comprende i vari programmi che siamo abituati a vedere in Microsoft Office, ovvero un word processor (simile a Word), un editor di presentazioni (simile a Power Point), un foglio di calcolo (simile a Excel) e altro… tutto gratis!

Oggi, con la versione 3, OpenOffice.org apre anche i documenti di Office 2007 (Office 2008 su Mac), ovvero i documenti Open XML con estensione docx, pptx etc.

Tramite un apposito plug-in è inoltre possibile aprire e modificare addirittura i pdf!

L’unica mancanza rispetto a Office di Microsoft? Un programma di posta e calendario (analogo di Outlook), ma anche per questo esiste l’ottima alternativa, anch’essa open source, rappresentata da Thunderbird, programma di posta realizzato da Mozilla (la stessa fondazione che ha creato Firefox) a cui è possibile aggiungere funzionalità di calendario/agenda/organizer attraverso il plug-in Lightning.

UPDATE: se non volete appesantire Thunderbird con il plug-in Lightning, è disponibile anche la versione stand-alone di questo PIM (personal information manager), il programma (sempre della Mozilla Foundation) Sunbird (da cui Lightning deriva). Anche Sunbird ha agenda, calendario, organizer etc. In questa pagina (in inglese) le principali differenze tra Lightning e Sunbird, e consigli per capire quale dei due è più adatto alle proprie esigenze.