{"id":179,"date":"2011-02-17T17:53:28","date_gmt":"2011-02-17T15:53:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.marcostazi.com\/blog\/?p=179"},"modified":"2011-08-23T05:34:22","modified_gmt":"2011-08-23T03:34:22","slug":"la-nuova-classe-media-globale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.marcostazi.com\/blog\/2011\/02\/17\/la-nuova-classe-media-globale\/","title":{"rendered":"La nuova classe media globale"},"content":{"rendered":"<p>Sono qui a Rio De Janeiro da ormai pi\u00f9 di due settimane, per lanciare il mio portale di appartamenti turistici <a title=\"MyRioApartments.com\" href=\"https:\/\/www.myrioapartments.com\/\" target=\"_blank\">www.MyRioApartments.com<\/a>, parte del network <a title=\"Adormo\" href=\"https:\/\/www.adormo.com\/\" target=\"_blank\">Adormo.com<\/a>.<\/p>\n<p>Amo moltissimo il Brasile, un paese che ho conosciuto grazie al mio amico Gianluca.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 ho deciso di lavorare in paesi come il Brasile (dove sono ora) e la Cina (dove andr\u00f2 a breve)?<\/p>\n<figure id=\"attachment_180\" aria-describedby=\"caption-attachment-180\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.marcostazi.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/02\/800px-Lula_Dilma_and_Obama.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-180 \" title=\"800px-Lula_Dilma_and_Obama\" src=\"https:\/\/www.marcostazi.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/02\/800px-Lula_Dilma_and_Obama.jpg\" alt=\"\" width=\"480\" height=\"320\" srcset=\"https:\/\/www.marcostazi.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/02\/800px-Lula_Dilma_and_Obama.jpg 800w, https:\/\/www.marcostazi.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/02\/800px-Lula_Dilma_and_Obama-300x199.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 480px) 100vw, 480px\"><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-180\" class=\"wp-caption-text\">Lula, Obama e Dilma Rousseff. Foto Ricardo Stuckert\/PR<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: center;\">\n<p>Il fatto \u00e8 che sono convinto che i paesi <a title=\"Paesi BRIC\" href=\"https:\/\/https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/BRIC\/\" target=\"_blank\">BRIC<\/a> e i <a title=\"Next Eleven Countries\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Next_Eleven\" target=\"_blank\">Next-Eleven (N-11)<\/a> possano diventare il vero motore dell&#8217;economia mondiale nei prossimi anni. La globalizzazione, internet e lo sviluppo delle comunicazioni hanno fatto s\u00ec che molti paesi, pur essendo pi\u00f9 poveri rispetto ai &#8220;developed markets&#8221;, possano affacciarsi sulla scena economica globale, forti di costi minori, anche per quanto riguarda le risorse umane pi\u00f9 qualificate.<\/p>\n<p>Il mondo di una volta, in cui i sudamericani coltivavano canna da zucchero con i piedi nel fango e i bambini cinesi cucivano palloni per noi ricchi del mondo, scomparir\u00e0 poco alla volta per lasciare posto ad una economia basata sui consumi globali. Gli operatori sanno che per aumentare i consumi globali \u00e8 necessario far s\u00ec che un brasiliano o un cinese possano permettersi di spendere denaro.<\/p>\n<p>Non \u00e8 un caso che le recenti crisi finanziarie internazionali (che, oltretutto, hanno colpito i paesi BRIC e N-11 soltanto in modo molto marginale) siano state caratterizzate da una forte contrazione nei consumi. L&#8217;economia internazionale ha bisogno che anche gli altri quattro quinti del pianeta possano permettersi un&#8217;auto, un televisore LCD o un cellulare.<\/p>\n<p>L&#8217;idea che sta dietro a questo processo \u00e8 quella della nascita di una nuova classe media globale, con redditi nell&#8217;ordine dei 10.000 $ annui. Non sono un economista, ma quando ho letto i <a title=\"Goldman Sachs - Ideas\" href=\"https:\/\/www2.goldmansachs.com\/ideas\/brics\/index.html\" target=\"_blank\">report di Goldman Sachs<\/a>, in cui si parlava di &#8220;BRICS as drivers of global consumption&#8221; e di un mondo pi\u00f9 equo, ho capito che questo cambiamento stava gi\u00e0 avvenendo, e che non poteva pi\u00f9 essere fermato. E soprattutto che l&#8217;idea di un mondo pi\u00f9 equo non era pi\u00f9 solo nelle parole di qualche rivoluzionario, ma negli auspici di una delle pi\u00f9 grandi banche d&#8217;affari internazionali.<\/p>\n<p>Purtroppo questo processo potrebbe creare problemi nelle economie pi\u00f9 sviluppate, compresa l&#8217;Italia, a causa della concorrenza dei paesi in via di sviluppo, capaci di competere sempre pi\u00f9 ad armi pari e col vantaggio di costi inferiori.\u00a0Si potrebbe obiettare che ci\u00f2 potrebbe essere moralmente non cos\u00ec sbagliato: per centinaia di anni noi &#8220;occidentali&#8221; abbiamo rubato risorse al resto del mondo, concedendo in cambio solo briciole. Ma non \u00e8 questo il punto.<\/p>\n<p>Le attuali difficolt\u00e0 economiche vanno considerate, secondo me, come una fase in divenire: con la crescita dei redditi nelle economie in via di sviluppo, la competizione sui costi si allenter\u00e0, dando maggiore respiro alle economie del vecchio continente e del Nord America. Inoltre, e questo \u00e8 il dato pi\u00f9 importante sottolineato da Goldman Sachs, il maggior potere di spesa della nuova classe media globale (solo India e Cina hanno una popolazione di pi\u00f9 di due miliardi di persone) dar\u00e0 modo ai paesi con produzioni d&#8217;eccellenza (l&#8217;Italia tra questi) di vendere prodotti e servizi in questi nuovi, sterminati mercati. Quindi, la crescita delle economie in via di sviluppo dar\u00e0 modo alle economie sviluppate di uscire dalla attuale crisi da scarsit\u00e0 di domanda: il processo in atto conviene a tutti.<\/p>\n<p>Per cogliere le opportunit\u00e0 nascenti da questa &#8220;seconda globalizzazione&#8221;, per\u00f2, dovremo investire in innovazione e sui giovani, ovvero due cose che l&#8217;Italia non sta facendo.<\/p>\n<p>Ecco quindi qual \u00e8 il futuro dei flussi commerciali mondiali: non pi\u00f9 soltanto vendere agli europei prodotti cinesi o brasiliani, ma vendere ai cinesi o ai brasiliani i prodotti d&#8217;eccellenza europei. In un mondo pi\u00f9 equo. Ecco perch\u00e9 sono partito, per partecipare a questa silenziosa rivoluzione senza armi, a questa ondata di ottimismo e fiducia che qui, dall&#8217;altra parte della barricata, \u00e8 palpabile, nonostante i problemi tipici di ogni paese in via di sviluppo. E per sfuggire alle lagne di un paese in cui &#8220;c&#8217;\u00e8 la crisi&#8221; \u00e8 diventato, purtroppo, un luogo comune al pari di &#8220;non ci sono pi\u00f9 le mezze stagioni&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono qui a Rio De Janeiro da ormai pi\u00f9 di due settimane, per lanciare il mio portale di appartamenti turistici www.MyRioApartments.com, parte del network Adormo.com. Amo moltissimo il Brasile, un paese che ho conosciuto grazie al mio amico Gianluca. 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