Copia, taglia e incolla in Vim ed Emacs

Gli editor testuali avanzati come Vim ed Emacs possono essere eseguiti, almeno nelle versioni più recenti, in modalità grafica, sono quindi presenti icone nella toolbar che permettono di gestire le normali operazioni taglia, copia e incolla.

In realtà però sia Emacs che Vim sono stati concepiti per gli utenti avanzati, per questo la maggior parte delle operazioni possono essere eseguite tramite combinazioni di tasti, il che limita l’uso del mouse e conseguentemente permette al programmatore di non staccare mai le mani dalla tastiera: questo si traduce ovviamente in una maggiore velocità operativa.

Per i novizi, però, è difficile sfruttare queste caratteristiche, in quanto i normali shortcut come CTRL-C e CTRL-V non sono supportati.

Vediamo quindi, nella tabella qui sotto, quali sono le corrispondenti combinazioni di tasti in Vim ed Emacs:

Comando Standard Vim 1 Vim, altre app. 2 Emacs
Taglia CTRL-X x "+x CTRL-W
Copia CTRL-C y "+y ALT-W
Incolla CTRL-V p "+p CTRL-Y
Seleziona SHIFT-frecce v frecce 3 CTRL-spazio frecce 3
Annulla CTRL-Z u CTRL-X u 3
Incolla
precedente
CTRL-Y ALT-Y 4
Taglia nel
registro c
"cx 5
Copia nel
registro c
"cy 5
Incolla dal
registro c
"cp 5

1 = In Vim, se ci si trova nella modalità di inserimento testo, bisogna premere il tasto Esc prima di poter digitare dei comandi. Successivamente, per tornare a digitare il testo, utilizzare il comando a (append, per posizionare il cursore subito dopo il carattere selezionato) o il comando i (insert, cursore prima del carattere selezionato).

2 = Vim di default memorizza i dati in un blocco note diverso da quello del sistema operativo , quindi se si desidera inviare dati ad altre applicazioni, o incollare in Vim dati provenienti da altri programmi, bisogna utilizzare i comandi indicati (oppure le icone in modalità grafica). La sintassi (notare le virgolette) è uguale a quella dei registri (v. sotto), solo che si usa un registro speciale contraddistinto dal simbolo +.

3 = In questo caso l’operazione viene eseguita tramite una sequenza: bisogna digitare prima un comando e poi il successivo: i tasti non vanno premuti tutti contemporaneamente. Nella tabella, per distinguere tra il primo e il secondo comando, è presente uno spazio, ma nell’inserimento non bisogna premere la barra spaziatrice. Questo tipo di sequenze è comune soprattutto in Emacs.

4 = Emacs memorizza non solo i dati dell’ultima operazione di taglio o di copia, ma anche le stringhe precedenti: per incollarle bisogna premere una volta sola CTRL-Y e poi più volte ALT-Y, fino a raggiungere la stringa desiderata.

5 = Vim memorizza solo i dati dell’ultima operazione di copia o di taglio, non delle precedenti, quindi per salvare una stringa per un futuro utilizzo è necessario metterla in un registro. Qui, a titolo di esempio, è illustrata la sintassi per utilizzare il registro denominato c, ma esiste un registro per ognuna delle lettere dell’alfabeto e per ognuno dei numeri da 0 a 9, per utilizzare un altro registro basta inserire la lettera o il numero corrispondente dopo il simbolo delle virgolette.

L’Indonesia e l’eterna alba.

image

In quest’isola non c’è differenza tra alba e tramonto.
Si alternano senza soluzione di continuità: il giorno e la notte sembrerebbero soltanto spazi sospesi, col fiato trattenuto, tra una nuova alba e un nuovo tramonto, in una rincorsa infinita.
Ma non è così.
La libertà è un fiore prezioso e delicato, devi coltivarlo ed alimentarlo, devi evitare che muoia.
Devi riempire quegli spazi sospesi con la tua dedizione.
Le albe e i tramonti continueranno a rincorrersi, ma tu morirai: non puoi permetterti di dimenticarlo, o continuerai a vivere in apnea.
È difficile, ma è l’unico modo per poter dire di aver vissuto, prima di morire.

La nuova classe media globale

Sono qui a Rio De Janeiro da ormai più di due settimane, per lanciare il mio portale di appartamenti turistici www.MyRioApartments.com, parte del network Adormo.com.

Amo moltissimo il Brasile, un paese che ho conosciuto grazie al mio amico Gianluca.

Perché ho deciso di lavorare in paesi come il Brasile (dove sono ora) e la Cina (dove andrò a breve)?

Lula, Obama e Dilma Rousseff. Foto Ricardo Stuckert/PR

Il fatto è che sono convinto che i paesi BRIC e i Next-Eleven (N-11) possano diventare il vero motore dell’economia mondiale nei prossimi anni. La globalizzazione, internet e lo sviluppo delle comunicazioni hanno fatto sì che molti paesi, pur essendo più poveri rispetto ai “developed markets”, possano affacciarsi sulla scena economica globale, forti di costi minori, anche per quanto riguarda le risorse umane più qualificate.

Il mondo di una volta, in cui i sudamericani coltivavano canna da zucchero con i piedi nel fango e i bambini cinesi cucivano palloni per noi ricchi del mondo, scomparirà poco alla volta per lasciare posto ad una economia basata sui consumi globali. Gli operatori sanno che per aumentare i consumi globali è necessario far sì che un brasiliano o un cinese possano permettersi di spendere denaro.

Non è un caso che le recenti crisi finanziarie internazionali (che, oltretutto, hanno colpito i paesi BRIC e N-11 soltanto in modo molto marginale) siano state caratterizzate da una forte contrazione nei consumi. L’economia internazionale ha bisogno che anche gli altri quattro quinti del pianeta possano permettersi un’auto, un televisore LCD o un cellulare.

L’idea che sta dietro a questo processo è quella della nascita di una nuova classe media globale, con redditi nell’ordine dei 10.000 $ annui. Non sono un economista, ma quando ho letto i report di Goldman Sachs, in cui si parlava di “BRICS as drivers of global consumption” e di un mondo più equo, ho capito che questo cambiamento stava già avvenendo, e che non poteva più essere fermato. E soprattutto che l’idea di un mondo più equo non era più solo nelle parole di qualche rivoluzionario, ma negli auspici di una delle più grandi banche d’affari internazionali.

Purtroppo questo processo potrebbe creare problemi nelle economie più sviluppate, compresa l’Italia, a causa della concorrenza dei paesi in via di sviluppo, capaci di competere sempre più ad armi pari e col vantaggio di costi inferiori. Si potrebbe obiettare che ciò potrebbe essere moralmente non così sbagliato: per centinaia di anni noi “occidentali” abbiamo rubato risorse al resto del mondo, concedendo in cambio solo briciole. Ma non è questo il punto.

Le attuali difficoltà economiche vanno considerate, secondo me, come una fase in divenire: con la crescita dei redditi nelle economie in via di sviluppo, la competizione sui costi si allenterà, dando maggiore respiro alle economie del vecchio continente e del Nord America. Inoltre, e questo è il dato più importante sottolineato da Goldman Sachs, il maggior potere di spesa della nuova classe media globale (solo India e Cina hanno una popolazione di più di due miliardi di persone) darà modo ai paesi con produzioni d’eccellenza (l’Italia tra questi) di vendere prodotti e servizi in questi nuovi, sterminati mercati. Quindi, la crescita delle economie in via di sviluppo darà modo alle economie sviluppate di uscire dalla attuale crisi da scarsità di domanda: il processo in atto conviene a tutti.

Per cogliere le opportunità nascenti da questa “seconda globalizzazione”, però, dovremo investire in innovazione e sui giovani, ovvero due cose che l’Italia non sta facendo.

Ecco quindi qual è il futuro dei flussi commerciali mondiali: non più soltanto vendere agli europei prodotti cinesi o brasiliani, ma vendere ai cinesi o ai brasiliani i prodotti d’eccellenza europei. In un mondo più equo. Ecco perché sono partito, per partecipare a questa silenziosa rivoluzione senza armi, a questa ondata di ottimismo e fiducia che qui, dall’altra parte della barricata, è palpabile, nonostante i problemi tipici di ogni paese in via di sviluppo. E per sfuggire alle lagne di un paese in cui “c’è la crisi” è diventato, purtroppo, un luogo comune al pari di “non ci sono più le mezze stagioni”.

 

The Pirate Bay Italia

L’Italia ha oscurato The Pirate Bay, un sito di torrent. Nessun paese occidentale/democratico ha oscurato The Pirate Bay, visto che il sito ha sempre e solo pubblicato torrent, non materiale protetto da diritto d’autore.

Siccome penso che l’Italia non debba diventare come la Korea del Nord o l’Iran, ecco il link del sito da cui potete accedere, anche se siete in Italia, a The Pirate Bay:

http://piratebayitalia.com/

Per maggiore praticità cliccate la prima delle icone che trovate nel sito, quella che dice “Usando global cache”: basterà cliccare per ritrovarvi nel vostro portale torrent preferito ;-)

Se volete sapere come mai l’Italia può essere paragonata a Iran e Korea del Nord, leggete qui.

Se siete italiani, vi interesserà sapere che una forza di polizia del vostro paese, la Guardia di Finanza, ha costretto gli ISP Italiani a portare avanti una truffa ai danni degli utenti: leggere qui.

Il nostro Presidente del Consiglio, insomma, ha buoni amici e cerca di essere come loro! (v. sotto).

Gli amici di Berlusconi

Berlusconi ha buoni amici come l'ex agente del KGB Putin e il grande leader comunista Kim Jong-Il!!!

Joomla 1.6 è arrivato!

Finalmente è disponibile la versione stabile dell’ultima major release del popolare CMS (content management system) Joomla: si tratta di Joomla 1.6. Ricordiamo che non si tratta di un semplice aggiornamento, ma di una vera e propria major release (in più di quattro anni, dal settembre 2005 ad oggi, ne avevamo viste solo due, la 1.0 e la 1.5). Proprio per questo, non sarà possibile utilizzare estensioni e template progettati per le branche 1.0 e 1.5, ma bisognerà aspettare che ne vengano creati di nuovi (o che i preesistenti vengano adattati), considerando che la versione 1.6 non avrà alcuna modalità legacy per permettere la retrocompatibilità. Al momento, comunque, sul sito ufficiale sono già presenti 108 estensioni native per Joomla 1.6.

La lista di novità è davvero corposa, e rende giustizia a questo CMS che, pur essendo molto ben supportato, era ormai diventato un po’ obsoleto, costringendo la maggior parte dei webmaster a scaricare diverse estensioni per sopperire ad alcune mancanze del CMS. Ecco una lista delle principali novità:

  1. La gestione dei gruppi di utenti è stata migliorata, in particolare è possibile configurare in modo più dettagliato i privilegi di accesso ai contenuti e di editing degli stessi. Non sono più presenti 7 livelli fissi per gli utenti e 3 livelli fissi di visibilità per i contenuti, ma entrambi possono essere configurati liberamente.
  2. La gerarchia dei contenuti di Joomla 1.0 e 1.5 era basata su due soli livelli: sezioni e categorie (ci potevano essere una o più categorie per ogni sezione): oggi questo schema piuttosto datato viene completamente rinnovato, visto che le sezioni spariscono mentre le categorie si possono nidificare in infiniti livelli (categorie, sottocategorie, sotto-sottocategorie e così via).
  3. La gestione delle estensioni è migliorata moltissimo. Sarà possibile aggiornare le estensioni tramite un’apposita interfaccia, questa è una caratteristica che molti webmaster invidiavano ad altri CMS come WordPress. Sarà inoltre possibile creare dei pacchetti che comprendano insieme più estensioni, ad esempio quando un’estensione per funzionare ha bisogno sia di un plugin che un modulo che un componente, non si dovranno più scaricare tre differenti file.
  4. Supporto molto esteso per la creazione di siti multilingua.
  5. I moduli, volendo, possono essere pubblicati solo per un lasso di tempo predefinito.
  6. I nuovi template sono tableless e tutti i core components sono scritti in XHTML strict. Il markup semantico migliorerà anche l’aspetto SEF (Search Engine Friendly).
  7. Ogni template avrà uno o più stili tra cui scegliere e si potranno anche creare stili modificando le varie impostazioni: ognuno di questi stili potrà poi essere liberamente assegnato ad una o più pagine del sito.

E si tratta solo delle novità principali!

Per saperne (molto) di più, andate su http://www.joomla.org/16/.

Firefox, Linux e i problemi con HTML 5

Sì, sta per finire un amore. Ho sempre amato Firefox e l’ho sempre utilizzato come browser predefinitio, ma siamo realisti: purtroppo la comunità di sviluppo non è più in grado di stare al passo coi tempi. L’utilizzo di applicazioni che implementano HTML5 (come ad esempio Hootsuite o gli ultimi video dell’Apple MacBook Air) non è soddisfacente con Firefox. Se poi si tratta di Firefox installato su Linux, l’esperienza a volte diventa un vero incubo. Addirittura, se (usando Firefox in Linux Ubuntu) visualizzo il video di cui sopra e apro contemporaneamente, in un’altra scheda, Hootsuite, la pagina mi rimane vuota, come si vede nell’immagine qui sotto. Mi sembra che Firefox sia destinato a finire, in compagnia di Explorer, nel dimenticatoio, mentre Chrome e Safari saranno i futuri dominatori del mercato dei browser. Stesso discorso per Linux: sono un grande fan dell’open source, ma se non ci saranno grandissime compagnie a sponsorizzarlo (come avviene con Google nei confronti di Android in campo mobile) l’esperienza degli utenti del pinguino non sarà mai a livello di Mac OS X e di Windows 7.

UPDATE: Per par condicio devo dire che anche Chrome ha i suoi bei problemi su Linux, ad esempio guardando il video del nuovo MacBook Air (v. link sopra) i controlli di avanzamento vengono mostrati solo in fullscreen, mentre la home page Apple, se viene raggiunta con il link diretto ha tutti i link non cliccabili (nessun problema se invece si arriva alla home venendo da un’altra pagina del sito Apple). Però bisogna dire che Chrome per Linux esiste da poco tempo, e che il problema dei comandi nel video probabilmente è legato al plugin Totem (Firefox su Ubuntu utilizza un diverso plugin, MPlayer).

UPDATE 2: Il Problema dei link non cliccabili in Chrome era probabilmente una imperfezione nel codice del sito Apple, visto che ora è risolto (quindi la colpa non era di Chrome ma del web designer).

La devastante situazione se si prova a aprire, con Firefox 3.6, Hootsuite mentre è in riproduzione un video HTML5

Con Chrome, invece, va molto molto meglio!

LinkedIn parla italiano

Una delle caratteristiche che possono frenare la diffusione di un social network in una determinata area geografica è la carente localizzazione, ovvero il fatto che il servizio non sia fruibile in una determinata lingua. Questo limite è significativo anche nel campo dei social network professionali, utili soprattutto a coloro che hanno bisogno di costruire una rete di contatti legata alla propria attività lavorativa.

In Italia i due più diffusi social network professionali sono LinkedIn e Xing. LinkedIn è il numero uno del settore a livello mondiale e fino ad oggi era tradotto solo in quattro lingue, mentre Xing è forte soprattutto in Europa e da molti anni è disponibile in ben 16 idiomi.

Ora anche dalle nostre parti Xing potrebbe perdere terreno nei confronti di LinkedIn, visto che il social network americano ha allargato il servizio alla lingua italiana. Inoltre è stato reso disponibile il portoghese, lingua importante soprattutto in America Latina, dove è parlato da circa 200 milioni di persone, la maggior parte delle quali residenti in Brasile.

Una caratteristica interessante di LinkedIn è il fatto che con un unico account è possibile creare più profili in lingue diverse, fino a un massimo di 41. Per farlo è sufficiente cliccare sul link “Profilo”, collocato in alto, e andare alla pagina “Modifica profilo”. Quindi, cliccare sul link “Crea il tuo profilo in un’altra lingua” collocato a destra. Tutti i tuoi profili saranno automaticamente collegati.

Ubuntu Netbook Remix

Per chi ha esigenze di connettività anche quando si trova fuori dall’ufficio, i netbook come l’Asus eeePC o l’Acer Aspire One rappresentano un ottimo compromesso tra i più ingombranti notebook e i meno flessibili smartphone. Quando uscirono i primi netbook,  i sistemi operativi disponibili erano l’ormai vecchio Windows XP (Vista è troppo pesante per un netbook) o alcune distribuzioni Linux “minoritarie” (come Xandros) che non hanno quindi alle spalle una grossa comunità di sviluppo.

Ormai la situazione è nettamente migliorata sia sul fronte Microsoft che Open Source: nel frattempo infatti è uscito Windows 7, che come tutti sanno è meno assetato di risorse mentre Ubuntu, la più famosa e attiva distribuzione Linux, (basata su Debian e con repository sempre aggiornatissimi) è uscita in una versione appositamente dedicata ai piccoli schermi dei netbook: si tratta di Ubuntu Netbook Remix.

La differenza principale rispetto alla versione standard di Ubuntu è nel menu di avvio, che in pratica occupa tutto il desktop con una serie di tab e di icone grandi e quindi ben visibili anche su monitor di ridotte dimensioni. Inoltre si tratta di un sistema operativo che richiede pochissimo spazio su hard disk, perfetto quindi anche per i primi eeePC 700 G4, con ssd da 4 gigabyte.

Ubuntu Netbook Remix è molto stabile, essendo basato su Ubuntu ha una grandissima disponibilità di driver: probabilmente potrete collegare tutte le vostre periferiche scoprendo con piacere che già funzionano senza dover installare nulla, come è successo con la mia Vodafone Internet Key prodotta da Huawei.

L’altro vantaggio è che Ubuntu (e quindi anche la versione Netbook Remix) ha dei repository (archivi di programmi che è possibile scaricare e installare) veramente molto forniti, in pratica sarà possibile trovare qualsiasi software Linux in versione già ottimizzata per la distribuzione Ubuntu e installarlo con un paio di click.

Chi preferisce KDE al posto di Gnome come ambiente grafico, può dare un’occhiata a Kubuntu Netbook Remix, ovvero la versione di Kubuntu per Netbook. La caratteristica del Netbook Remix, rispetto alla versione standard di KDE, è che l’interfaccia Plasma Netbook shell prevede due schermate: una per il lancio di applicazioni (come in Ubuntu Netbook Remix) e l’altra dedicata ai widgets (caratteristica importante di KDE 4). Di seguito i due screenshot relativi.

Differenze sociali tra gli utenti di Myspace e di Facebook

In questo articolo la ricercatrice etnografica Danah Boyd indaga le divisioni di classe nella società americana attraverso Facebook e MySpace.

Secondo l’articolo, Myspace sarebbe preferito dai ragazzi della “working class” e dai liceali, Facebook invece sarebbe il social network più usato dai giovani di “buona famiglia” e dagli studenti universitari.

L’articolo è del 2007 e da allora di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia, guardandosi intorno è facile capire che Facebook è diventato il social network più “mainstream” mentre Myspace viene usato in particolare da creativi e musicisti (vista la maggiore facilità nell’inserire contenuti grafici e audio nel profilo personale).

Forse però in parte i risultati della ricerca di Boyd sono ancora parzialmente validi. Al pubblico di internet il verdetto.

Blackberry Storm, scrittura QWERTY e lo schermo cliccabile

Chi fa un mestiere legato alla comunicazione sa bene che a volte siamo costretti a inviare una nota o un comunicato al volo, in modo inaspettato mentre ci troviamo in mobilità, lontani dall’ufficio: in quei casi disporre di una comoda tastiera QWERTY, e poter scrivere e inviare testo direttamente dal telefono senza bisogno di aprire e accendere il PC è veramente una gran comodità.

Quando è uscito il Blackberry Storm sono rimasto inizialmente perplesso: da sempre i terminali RIM sono dedicati all’utenza business, per cui assume grande importanza la possibilità di poter digitare testo agevolmente, considerando soprattutto il fatto che l’applicazione che ha reso famosi i dispositivi Blackberry è il sistema di e-mail in tempo reale.

Ma in realtà lo Storm dispone di una feature di cui nessuno ha ancora parlato e che oggi ho avuto l’opportunità di provare dal vero: è quello che si potrebbe definire “schermo cliccabile”: in pratica il display non è fissato al corpo del cellulare ma è mobile, esattamente come lo sono i tasti di un normale cellulare; è come se lo schermo fosse un unico grosso tasto, che premendo indietreggia leggermente e “fa clic”.

In pratica “toccando e basta” si seleziona l’icona del menu, invece premendo si fa “click”.

E qui torniamo al discorso iniziale, quello della digitazione del testo, perché la cosa è particolarmente utile in modalità scrittura: mettendo lo Storm in orizzontale (la posizione è rilevata da un accelerometro come sull’iPhone) si usufruisce di una comodissima tastiera qwerty, facendo scorrere il dito la lettera si illumina, ma solo quando faccio fisicamente “click”, facendo “indietreggiare” lo schermo, la lettera è davvero selezionata: ciò in pratica evita la possibilità di errori e rende la digitazione davvero comoda e intuitiva, molto di più che sull’iPhone o sugli HTC Touch, dove la lettera viene selezionata solo al rilascio, ovvero quando sollevo il dito: quest’ultimo è infatti un metodo meno intuitivo.

Tenendo invece il telefono in verticale posso scegliere tra due tipi di tastiera, selezionabili da menu: la prima è di tipo Sure Type, cioè con due lettere per tasto disposte secondo lo schema qwerty: in pratica come quella che si trovava “fisicamente” presente sul Blackberry Pearl. La seconda è una normale tastiera “multipressione”, cioè quella che siamo abituati a vedere sulla maggior parte dei cellulari.

UPDATE: Con le successive modifiche al sistema operativo è diventato possibile scegliere la tastiera QWERTY completa anche in modalità verticale, però è abbastanza scomoda da usare (nettamente più scomoda ad esempio di quella di iPhone).