In questo articolo il ricercatore etnografico Danah Boyd indaga le divisioni di classe nella società americana attraverso Facebook e MySpace.

Secondo l’articolo, Myspace sarebbe preferito dai ragazzi della “working class” e dai liceali, Facebook invece sarebbe il social network più usato dai giovani di “buona famiglia” e dagli studenti universitari.

L’articolo è del 2007 e da allora di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia, guardandosi intorno è facile capire che Facebook è diventato il social network più “mainstream” mentre Myspace viene usato in particolare da creativi e musicisti (vista la maggiore facilità nell’inserire contenuti grafici e audio nel profilo personale).

Forse però in parte i risultati della ricerca di Boyd sono ancora parzialmente validi. Al pubblico di internet il verdetto.

Chi fa un mestiere legato alla comunicazione sa bene che a volte siamo costretti a inviare una nota o un comunicato al volo, in modo inaspettato mentre ci troviamo in mobilità, lontani dall’ufficio: in quei casi disporre di una comoda tastiera QWERTY, e poter scrivere e inviare testo direttamente dal telefono senza bisogno di aprire e accendere il PC è veramente una gran comodità.

Quando è uscito il Blackberry Storm sono rimasto inizialmente perplesso: da sempre i terminali RIM sono dedicati all’utenza business, per cui assume grande importanza la possibilità di poter digitare testo agevolmente, considerando soprattutto il fatto che l’applicazione che ha reso famosi i dispositivi Blackberry è il sistema di e-mail in tempo reale.

Ma in realtà lo Storm dispone di una feature di cui nessuno ha ancora parlato e che oggi ho avuto l’opportunità di provare dal vero: è quello che si potrebbe definire “schermo cliccabile”: in pratica il display non è fissato al corpo del cellulare ma è mobile, esattamente come lo sono i tasti di un normale cellulare; è come se lo schermo fosse un unico grosso tasto, che premendo indietreggia leggermente e “fa clic”.

In pratica “toccando e basta” si seleziona l’icona del menu, invece premendo si fa “click”.

E qui torniamo al discorso iniziale, quello della digitazione del testo, perché la cosa è particolarmente utile in modalità scrittura: mettendo lo Storm in orizzontale (la posizione è rilevata da un accelerometro come sull’iPhone) si usufruisce di una comodissima tastiera qwerty, facendo scorrere il dito la lettera si illumina, ma solo quando faccio fisicamente “click”, facendo “indietreggiare” lo schermo, la lettera è davvero selezionata: ciò in pratica evita la possibilità di errori e rende la digitazione davvero comoda e intuitiva, molto di più che sull’iPhone o sugli HTC Touch, dove la lettera viene selezionata solo al rilascio, ovvero quando sollevo il dito: quest’ultimo è infatti un metodo meno intuitivo.

Tenendo invece il telefono in verticale posso scegliere tra due tipi di tastiera, selezionabili da menu: la prima è di tipo Sure Type, cioè con due lettere per tasto disposte secondo lo schema qwerty: in pratica come quella che si trovava “fisicamente” presente sul Blackberry Pearl. La seconda è una normale tastiera “multipressione”, cioè quella che siamo abituati a vedere sulla maggior parte dei cellulari.

ottobre 15, 2008 | In: Open Source, Software

OpenOffice.org 3!

È arrivato finalmente OpenOffice.org versione 3.0, liberamente scaricabile dal sito www.openoffice.org, anche in italiano, nelle versioni per Windows, Mac e Linux (pacchetti deb e rpm).

UPDATE: la versione in italiano è stata spostata (giustamente) sul sito della comunità di sviluppo italiana: it.openoffice.org

Per chi non lo sapesse, OpenOffice.org è una suite da ufficio open source (quindi software libero, gratuito e con codice pubblico per gli sviluppatori) che comprende i vari programmi che siamo abituati a vedere in Microsoft Office, ovvero un word processor (simile a Word), un editor di presentazioni (simile a Power Point), un foglio di calcolo (simile a Excel) e altro… tutto gratis!

Oggi, con la versione 3, OpenOffice.org apre anche i documenti di Office 2007 (Office 2008 su Mac), ovvero i documenti Open XML con estensione docx, pptx etc.

Tramite un apposito plug-in è inoltre possibile aprire e modificare addirittura i pdf!

L’unica mancanza rispetto a Office di Microsoft? Un programma di posta e calendario (analogo di Outlook), ma anche per questo esiste l’ottima alternativa, anch’essa open source, rappresentata da Thunderbird, programma di posta realizzato da Mozilla (la stessa fondazione che ha creato Firefox) a cui è possibile aggiungere funzionalità di calendario/agenda/organizer attraverso il plug-in Lightning.

UPDATE: se non volete appesantire Thunderbird con il plug-in Lightning, è disponibile anche la versione stand-alone di questo PIM (personal information manager), il programma (sempre della Mozilla Foundation) Sunbird (da cui Lightning deriva). Anche Sunbird ha agenda, calendario, organizer etc. In questa pagina (in inglese) le principali differenze tra Lightning e Sunbird, e consigli per capire quale dei due è più adatto alle proprie esigenze.

Finalmente, anche nella versione italiana di MySpace è possibile caricare più foto contemporaneamente. Prima le foto potevano essere uploadate soltanto una alla volta. Negli ultimi mesi Facebook, che già disponeva di questa funzione, si era distinto perché, secondo le statistiche, era diventato il primo sito di photo sharing al mondo, battendo anche i servizi specializzati in questo campo, come Flickr.

Modulo di caricamento multiplo delle foto

Modulo di caricamento multiplo delle foto

Ora Myspace si mette al passo della concorrenza, e inserisce anche un’altra funzione molto importante: le finestrelle da cui è possibile copiare l’URL della foto e, soprattutto, il codice “embed”, cioè quello che permette di inserire immagini nei commenti e nel profilo anche se non si conosce l’html (cosa che era già possibile con i video di MySpace TV).

Box con url della foto e codice per l'embed

Box con url della foto e codice per l'embed

La cosa che non capisco, è perché alcune funzioni arrivino prima nella versione internazionale di MSpace, e soltanto dopo nella versione italiana: ad esempio siamo ancora in attesa di poter disporre dei nuovi account da videomaker, da attore, da politico etc., che nella versione inglese si aggiungono ai già collaudati account personali e per musicisti.

luglio 17, 2008 | In: Io

Sono tornato

Dopo un “periodo di prova” nel nuovo lavoro, sono tornato dove ero prima. In pratica ho curato solo la fase di start-up del nuovo progetto. Per chi volesse curiosare, i dettagli sono qui: www.suamiseafood.com.

UPDATE 12/09/2008: Ho notato che il sito ormai è un po’ cambiato rispetto a come l’avevo impostato io… auguro ai ragazzi di Suami buon lavoro!

luglio 14, 2008 | In: Giornalismo, TV

La sua novità

La novità e la grandezza di Gianfranco Funari risiedono, in ultima analisi, in una caratteristica: aver inventato un format, una formula. Come tutti gli innovatori, è stato criticato, attaccato ed emarginato. Ma ha difeso la sua idea. Una televisione lontana dalle formule e dai rituali della prima repubblica. Più urlata, certo, ma anche terribilmente vera. E per questo non spazzatura. Un format. È quello che vorrei trovare anche io.

giugno 20, 2008 | In: Io

Ho cambiato lavoro

Ho cambiato lavoro, ieri il primo giorno nel nuovo posto. Sono tornato dall’Umbria a Roma, in un settore quasi totalmente nuovo per me (food). Nuove sfide, nuove responsabilità e tanto da fare. Farò pochissima attività come ufficio stampa, ma molta di più a livello di marketing, advertising e PR. Inoltre avrò un ruolo nella società che mi porterà ad avere anche mansioni non direttamente correlate alla comunicazione d’azienda. Ce la metterò tutta. Prometto di aggiornare la pagina del mio profilo personale entro breve, magari quando riuscirò a trovare un po’ più tempo…

giugno 12, 2008 | In: RP

È un grande

Peter Shankman è un mito, e adesso che ha scritto questo è ancora più grande…

(IN ENGLISH: I said that Peter is great. And I suggest readers to read this).

Nella mia attività di relazioni pubbliche e marketing mi è capitato di sfruttare i vantaggi offerti dal social networking online.

Devo ammettere che, quando il pubblico target è costituito per lo più da soggetti che utilizzano internet regolarmente, l’adozione di questi mezzi è molto utile per la promozione di prodotti, servizi, enti e associazioni.

Infatti la particolarità dei servizi di social networking è costituita dal fatto che tutte le maggiori piattaforme contemplano sistemi semplificati per l’aggiunta di “amici” o “contatti” e per l’interazione con essi (messaggistica, invio di commenti, invito ad eventi, distribuzione di contenuti multimediali etc.).

Facebook e MySpace sono i due maggiori SNS (social network service), ne voglio parlare più diffusamente in un post separato.

Quello che vorrei sottolineare qui è che ce ne sono molti altri, alcuni generalisti come i due sopra citati: Hi5, molto presente in America Latina, Friendster, popolare in Asia, Orkut, servizio di proprietà di Google, Bebo, acquistato da AOL, etc.

Non bisogna dimenticare poi che esistono SNS che si rivolgono ad un particolare pubblico: ad esempio i servizi di networking professionale come LinkedIn, Xing e Viadeo. Il limite di queste reti è che nel Belpaese sono ancora pochi i professionisti che utilizzano e prendono sul serio il networking online come mezzo per il recruiting o per l’estensione del proprio portafoglio di contatti.

Da non dimenticare i social network incentrati sul media sharing come Last.fm (musica), Youtube (video), Flickr, Photobucket e Slide.com (immagini). Eh già, i servizi di questo tipo, nati per la condivisione e la fruizione di contenuti multimediali, ormai contemplano caratteristiche tipiche del social networking, come la possibilità di creare profili personali on-line e di interagire con gli altri utenti.

Una pratica che mi ha appassionato parecchio negli ultimi tempi è il microblogging, con servizi online come Twitter, Jaiku e Plurk. La cosa che differenzia questi servizi dai blog tradizionali, oltre alla brevità del post, è il fatto che queste piattaforme comprendono funzionalità dedicate alla socializzazione (un limite che, nei blog, è aggirato tramite l’adozione di blogroll, feed, trackback, ping etc.).

L’ultima frontiera, molto interessante per chi fa comunicazione per aziende, associazioni ed enti, è costituita dai servizi che permettono di creare da zero un proprio social network particolare e personalizzato, come Ning, SnappVille, CollectiveX e KickApps.

Sicuramente l’elenco è incompleto… vi invito a segnalare, nei commenti, altri SNS che non ho citato.

Come sapere quali sono i social network più popolari? Un buon inizio è farsi un giro tra le statistiche di Alexa. In questa pagina di Wikipedia, inoltre, è possibile fare un’indagine comparativa in base al numero di iscritti, alla tipologia e alle aree geografiche di maggior diffusione.

Perché Twitter mi fa impazzire: perché posso far sapere a tutti che sto catalogando i vecchi vinili della casa di Roma, per portarli in Umbria.

A proposito, sono qui.

A propostio, nel microblogging è un sacco comodo Tinyurl.

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